Insonnia (Necropoli di Pantàlica)


Un soffio lieto d'alati
a verde lume discorde:
il mare nelle foglie.

Dissòno. E tutto che mi nasce a gioia
dilania il tempo; un'eco appena
ne serba in voce d'alberi.

Amore di me perduto,
memoria non umana:
sui morti splendono stimmate celesti,
gravi stellati scendono nei fiumi:
s'affioca un'ora di pioggia soave,
o muove un canto in questa notte eterna.
 

Da anni e anni, in cubicolo aperto
dormo della mia terra,
gli òmeri d'alghe contro grige acque:

nell'aria immota tuonano meteore.